Ecco perché non guarderò il Reboot di Xena Warrior Princess


REBOOT? NO GRAZIE.


In questi giorni si parla molto del reboot del famoso telefilm degli anni '90 Xena Warrior Princess, telefilm al quale son particolarmente legata e che mi ha cresciuta con gli ideali e i valori che mi stanno portando avanti.
Bene. Da grandissima fan della serie, io annuncio che NON guarderò il reboot di Xena, sopratutto dopo le ultime dichiarazioni fatte dallo showrunner Javier Grillo-Marxuach. 
- Xena e Gabrielle non saranno interpretate da Lucy Lawless e Renée O'Connor. Già primo punto a tuo sfavore, Javier. No no no, non ci siamo proprio. Lucy Lawless e Renée O'Connor hanno dato vita ai quei personaggi, sarebbe come immaginare CSI con Gil Grissom non interpretato più da William Petersen, come Ridge di Beautiful non interpretato più da Ron Moss (come infatti avvenuto), come le streghe di Witched interpretate da altre attrici che non sono Holly Marie Combs, Alyssa Milano, Shannon Doerty e Rose McGoan. Xena è nata con quei bellissimi occhi cerulei, quella forma particolare del viso, le espressioni che sono della Lawless, ma hanno dato concretezza al personaggio; stessa cosa per Gabrielle. Sarebbe come togliere la parte di Han Solo ad Harrison Ford. Ho reso l'idea?
- I costumi saranno diversi. Certo, e magari mettiamo Xena e Gabrielle in abiti comodi, eleganti e facciamole smettere di combattere, magari sediamole davanti al fuoco a lavorare a maglia... 

Niente cast originale, trama rivalutata, vestiti cambiati... non è Xena Warrior Princess. E' un nuovo telefilm. Volete colpire le nuove generazioni, ma non sono loro che hanno amato Xena e che l'hanno portata avanti per vent'anni con convention, incontri, merchandising.
Non state soddisfando i fans di Xena, state cercando di crearne nuovi, eppure i vecchi fans non vi hanno chiesto niente di incredibile, solo un film, una miniserie con un finale diverso, ma con gli stessi attori.

Mi ricordo, seduta davanti alla televisione, quando l'ho visto per la prima volta. Ed è stato un amore puro nei confronti di questo telefilm, per ridere, piangere... e rimanerci molto male quando la fine non è la fine che in realtà speravi. E che anzi, è sembrata abbastanza misogina a parecchie persone. Sapere che ora Xena viene riproposta a tali condizioni, mi dispiace, ma non ci sto. E ve lo dice una fan di vecchia data.

Non credo sarà tra le serie che sicuramente andrò a guardare. Preferisco tenermi il ricordo di una Gabrielle/Renée che stringe tra le mani l'urna di Xena/Lucy, piuttosto che vedere una Gabrielle/sconosciuta con abiti, espressioni e alchimia diversa da quella che era, lottare accanto ad una Xena/sconosciuta.

Con la consapevolezza di...

"La consapevolezza diventa quasi un fastidio, ma non lo è; forse all’inizio può sembrarlo, ma presto vedrai che porterà la tua estasi a vette più alte, e alla fine estasi e consapevolezza si intoneranno all’unisono e quei momenti depressivi, del sentirsi giù e a terra, di agonia, scompariranno."   
~®Osho~

Tutti vogliamo essere felici.
Anche io voglio essere felice, e così so che lo vogliono anche le persone che incontro durante il mio cammino.
La felicità non è altro che un'emozione, una condizione emotiva che ci fa stare bene. E questa condizione si raggiunge solo quando diventiamo consapevoli del vero motivo che ci ha fatto stare male. 
La consapevolezza che le cose stanno così e non si possono cambiare, per quanto cerchiamo di impegnarci per cambiarle o combatterle, o affrontarle.
La consapevolezza è la capacità di osservare e comprendere la realtà per come è davvero, al di là dei nostri schemi mentali, dei pregiudizi e dei nostri punti di vista.

Quando ho raggiunto la consapevolezza del fatto che la persona che ho amato, talmente intensamente, talmente profondamente, non avrebbe mai ricambiato, non era interessata a me, e non ero tra i suoi principali pensieri, ho pianto. Ho pianto talmente tanto che mi stavo anche per sentire male. Ma quando mi sono svegliata, la mattina seguente, stavo bene. 
Non ero felice, non ero rilassata... ma stavo bene. Perchè ho raggiunto quella consapevolezza del fatto che le cose non sarebbero mai cambiate. Lui non sarebbe mai stato innamorato di me, e io stavo camminando dietro la scia di qualcosa che non avrei mai potuto raggiungere. E non perchè non ne avessi le forze, ma perché non si può costringere una persona a far parte della propria vita se questa non vuole farne pienamente parte. 
Si rimane ottimi amici, ci si stringe quando ci si incontra, ma basta, la storia finisce li. Niente giochi di sguardi, niente labbra baciate, niente.

E da quando ho raggiunto la consapevolezza, ho piano ricominciato a vivere. Ho smesso di essere sempre triste, o di pensare che quell'"online" non si trasformava in un "sto scrivendo", di pensare a quello che faceva quando non era con me. 
E mi sono ritrovata felice. Ed è un grande passo, per il percorso che sto facendo. Ogni tanto qualcuno cerca di minarlo, questo percorso... sta a me decidere se mettere il piede su quella mina o sviarla. Non è sempre facile, quando la mina te la piazzano gli amici o i famigliari... ma alla fine l'affronti. Perchè diventi sempre più consapevole della tua potenza, delle tue capacità.
Con la consapevolezza che quello che c'è dopo... sarà solo felicità.

~ ©Crix~

Chi sei tu per giudicarmi?

Che ne sai delle ferite che ho nell'anima, nel cuore, che mi hanno fatto durante la vita?
Che ne sai di quanto ho sofferto e di quanto sto lottando per me stessa, per non morire, per non crollare?
Che ne sai delle mie paure, dei miei mostri sotto il letto?
Che ne sai di quanto ho provato nelle mie passioni, nelle mie scelte, ho combattuto?
Di quanti no ho ricevuto?
Di quanti schiaffi e prese in giro mi sono arrivati e che non sono mai riuscita a schivare?
Che ne sai di quante sere ho passato in casa da sola, aspettando che qualcuno mi cercasse?
Che ne sai dei pianti sotto le coperte, pensando alla persona amata e alla quale di te non gliene sbatte niente?
Chi sei per giudicarmi?
Sono stanca delle persone che si sentono in dovere di dirti cosa è meglio per te, di dirti che sei una stupida perché non provi, non combatti. E sinceramente non lo accetto più da nessuno.
Non sai quanto dolore nel ricucire le ferite.
Non sai quante volte son crollata, mi sono alzata, fatta forza da sola.
Non sai quando ho preso in mano le mie paure e come stia cercando di uccidere i mostri sotto il letto.
Non sai quante volte, nonostante i no, abbia coltivato le mie passioni da sola, impegnandomi.
Non sai come ho imparato a far scivolare offese e schiaffi, di come abbia costruito la mia corazza.
Non sai che le sere in cui ero da sola le ho impegnate suonando a mio modo, disegnando per me e cantando per me, senza mai credere di saperlo fare bene.
Non sai che ho pianto fino a raggiungere la consapevolezza che dovevo andare avanti.
Come diceva una frase... "non sapete che battaglia la persona che avete di fronte stia combattendo. Siate gentili, sempre".

~©Crix~

Capite perché sono un bellissimo elefante con il cuore di farfalla?

Molti mi chiedono: "Ma come fa a piacerti questa canzone? E' talmente triste che fa venire la depressione". Io li guardo e sorrido. Perchè è scontato che, con questa domanda, non hanno capito niente. Ma dico, l'avete mai ascoltata, non solo sentita? Chiudete gli occhi e aprite il cuore. Provateci.
Avete presente un elefante ed una farfalla?
L'elefante è decisamente enorme e non è certamente aggraziato nelle sue forme, quando corre fa tremare il terreno, è di un unico colore, mentre la farfalla è ricca del suo essere, ossia è ricca di colori, è piccola, graziosa, delicata, e in più sa anche volare…
L’elefante siamo noi, e la farfalla sono le altre persone, che ai nostri occhi stanno sempre un gradino più su, sono sempre più belle di noi, la loro vita è sempre migliore della nostra.
Il mondo d’oggi si basa solo sull’apparenza e noi, cercando disperatamente di metterci al passo con la società, cadiamo nell’errore di pensare che chiunque sia migliore di noi, solo perché “appare in un certo modo”, ma in realtà non è così. Ci sentiamo come l’elefante di questa storia, che si lamenta del suo modo di essere, al punto tale da vergognarsi di se stesso, e rifugiarsi nei suoi sogni, attraverso cui può immaginare di essere come gli altri. L’elefante ammira la farfalla, come noi ammiriamo il primo che passa, che puntualmente ci appare migliore di noi, e ne siamo così convinti che ci vergogniamo di mostrarci così come siamo, dinanzi a quegli occhi, a quello sguardo che ride di noi, e intanto noi lo ammiriamo, addirittura lo adoriamo.
Quante volte ci sarà capitato di sentirci inutili, di sentirci inferiori agli altri, e siamo costretti ad indossare delle maschere e mostrare un lato di noi che nemmeno esiste, mentre preferiremmo vivere la nostra semplicità? Che brutto male l’apparenza, e lo sa bene questo elefante che vuole imitare a tal punto la farfalla tentando di volare… ma non ci riesce e cade goffamente a terra. Chissà quante volte ci siamo sentiti così, abbiamo tentato di imitare il primo “scemo” che ci passa accanto, e poi ci siamo ritrovati a terra, per cosa poi? Ormai l’elefante è stufo dei tanti insuccessi e manda via la farfalla, tanto lei nemmeno potrebbe aiutarlo, lei che è così bella, e svolazza dinanzi a lui.

Ma... il vero significato del testo, quello più profondo, secondo il mio parere, il sentire mia questa canzone... è quando l’elefante riesce a trovare dentro di sé quel cuore di farfalla, come noi nei nostri pregi ritroviamo ciò che più ammiriamo dell’altro, e che in realtà è solo nostro. Forse non tutte le persone riusciranno mai a vedere dentro di noi quel cuore di farfalla, ma dentro, noi conserviamo dei doni grandiosi, delle caratteristiche meravigliose, delle sensazioni uniche che ci permettono di volare, semplicemente essendo noi stessi.
Il cuore di farfalla: la farfalla, poiché da semplice bruco si trasforma nella celeste creatura alata, simboleggia la metamorfosi, il cambio e la rinascita in una forma di bellezza. Simboleggia l'anima, l'immortalità, e la psiche. Ma è un essere talmente fragile, talmente delicato, che basta un soffio di vento, un graffio di malvagità per ferirla e farle male. Per questo è racchiusa nel corpo di un elefante.
Gli elefanti, nell'antica Persia, venivano usati per le battaglie, perchè erano animali mastodontici che incutevano terrore alla loro vista e con zanne, zampe, proboscidi potevano schiacciare il nemico, schiantarlo a terra o infilzarlo a morte. Insomma, vere macchine da guerra, difficili da uccidere, anche se difficilmente gestibili quando feriti. Ma è solo un aspetto esteriore, perchè in realtà nel buddismo è simbolo di compassione, verità, pace, amore e gentilezza. E' quindi un animale speciale, che incarna alla perfezione l’ideale di bontà, saggezza, fedeltà, forza e dolcezza al tempo stesso, per ricordarci che spesso anche dietro il volto più combattivo può celarsi un essere mansueto.

Quindi... una corazza esterna che racchiude un bellissimo cuore fragile.
Capite ora perchè io sono un bellissimo elefante con il cuore di farfalla?

~ ©Crix ~

Malignità delle persone...

Ho letto e sto leggendo un sacco di post relativi al quel povero ragazzo che è stato aggredito dal branco e seviziato con un compressore. E sto leggendo anche un sacco di commenti, a favore della difesa del ragazzo, ma anche un sacco di commenti cretini e disgustosi, relativi al "Uno si deve impegnare, deve mangiare meno e fare palestra". E' vero che la mamma dei cretini è sempre incinta, ma ormai stiamo rasentando l'incredibile. Una persona che non sento da tempo ( e che a dire il vero mi ha sempre presa in giro per la mia mole) mi ha scritto "Ma noi ci limitavamo a prenderti in giro... ma ti vogliamo bene, ci conosciamo da una vita..." .......
Ah beh, certo, cosa volevate, pure crocifiggermi? Bel modo di voler bene ad una persona!
Gli altri esseri della mia specie, quando sono stanchi e sull'autobus pieno si libera un solo posto in mezzo a due persone, si precipitano a sedersi. Io no. Gli altri esseri del mio genere, quando si innamorano, comprano vestiti attillati, vistosi e sperano di essere notati. Io no. Gli altri esseri della mia età, quando viene l'estate, non vedono l'ora di mettersi il costume e andare al mare. Io no. Ho 31 anni, sono una ragazza molto normale, molto intelligente e sono obesa.
Gli altri pensano che essere obesi significhi essere dei mangioni. Io, in genere, mangio molto meno della maggior parte dei miei conoscenti.
Gli altri pensano che gli obesi siano grassi perché non hanno abbastanza forza di volontà. Io ho fatto, fin da bambina, mille diete da fame, senza mai sgarrare, guardando le mie amiche magre che si abbuffavano di pizze e merendine al cioccolato, ho seguito diagnosi, ho fatto anche un intervento non invasivo, per cercare di far calare il mio peso, ho fatto calcio, calcio a 5, minivolley, pallavolo, total body.
Gli altri pensano che gli obesi siano allegri, simpatici e abbiano un buon carattere. Io sono introversa, orgogliosa e abbastanza insopportabile, quando mi ci metto.
Gli altri pensano che prendere in giro un obeso con delle foto con dei commenti divertenti, faccia ridere anche me. Invece no. Non mi fanno ridere, come non mi fanno ridere le foto dove di prende in giro qualunque persona con una disabilità (e ne ho viste parecchi, pubblicate da amici, dove si prendono in giro persone con difetti come obesità, nanismo, e altri)
Quindi, ormai l'avrete capito, voi degli obesi non sapete un cazzo. Quindi no, avervi sorriso nonostante le vostre prese in giro, aver riso, non vuol dire che io ne sia stata felice o non abbia sofferto.
Quindi no, non mi conoscete.
Bisogna iniziare dall'educazione e non sono d'accordo con chi dice che sono solo stronzate perchè la sensibilità di ogni individuo è soggettiva e un cicciona detto ad una ragazza che soffre di questa cosa può scatenare un vortice infinito. Prima di pensare a curare la persona perchè non deve "prendersela" per le stronzate, occorre curare la mediocrità e l'insicurezza di questi questi idioti che sfogano le loro frustrazioni su altri. Basta con queste offese per sentirsi forti e far parte di un gruppo. Non c'è nulla di peggio dell'omologazione, rende aridi e chiusi.
Stringo in un abbraccio quel ragazzo, sperando che tu possa riprenderti, anche se lo farai in un mondo che continuerà ad essere ignorante e pervesamente maligno.


~©Crix~

Sardegna, la terra che non molla

"In Sardegna alluvione, morti e tantissime pecore infeltrite"
"Finalmente, almeno i sardi ebrei dell'Italia si sono lavati"
"Con tutta la lana che hanno addosso i sardi galleggiano, non preoccupatevi!"
"Andate a stare nei nuraghi, che sicuramente reggono meglio delle vostre case"
"Se chiedete aiuto in italiano e non nell'idioma del neanderthal magari vi aiutiamo anche"
"Meno male che è arrivato Cleopatra a spazzare via questi inculapecore"
"Ma Portocervo esiste ancora?"
"Chi se ne fotte, l'importante è che ci sia ancora la costa dove vado a farmi le vacanze"
"Certo che se si mettevano a cavallo di una forma di formaggio si sarebbero salvati"
"Mandate anche sapone negli aiuti, così possono finalmente darsi una pulita"
"In Sardegna strade distrutte? Ah perchè hanno anche le strade?"

Oggi la mia riflessione va a questa splendida terra, la mia terra, la bellissima Sardegna.
Il ciclone Cleopatra ha colpito e distrutto, come era prevedibile e come avrebbe fatto ovunque avesse avuto il suo occhio.
Questi giorni ho sentito prendere in giro i sardi in maniera spietata, e devo dire che a differenza di tutte le altre volte, dove ho ignorato volutamente queste cretinate, questa volta me la sono presa a cuore. Come se non bastasse tutto quello che è capitato, ci mancavano solo i piccoli deficienti a creare ancora più rabbia di quella che già c'è.
Persone che ridono alle battute sui sardi e dicono "Noi siamo superiori solo perchè siamo cinici, avremmo dovuto piangere anche per le Filippine?", "Non è giusto ridere dei gay, dei nani, degli aborti e indignarsi solo quando le cose ci toccano". Su questo ultimo punto son d'accordo anche io, infatti sono una persona che non ride per i problemi o le sciagure altrui. E sicuramente prendermela quando mi viene toccato qualcosa è un mio lecito diritto, e questo non fa di me una moralista del cazzo o una finta perbenista.
Che poi, diciamocela tutta, le battute sui sardi pastori e le pecore sono superate, inventate qualcosa di meglio! Siamo persone civilizzate, abbiamo mari splendidi nei quali venite a farvi le vacanze ogni estate e, non stupitevi mi raccomando, abbiamo anche le strade!!
E comunque ridere delle disgrazie altrui non vi rende migliori. Vi rende solo delle merde umane, alle quali si augura che gli succeda la stessa identica cosa per poterli deridere quando poi chiederanno aiuto.

E mentre i deficienti incombono e credono di essere divertenti:

Ho visto un popolo che ha messo da parte i rancori, perchè si sa, i sassaresi se la prendono con i cagliaritani, i cagliaritani ce l'hanno con tutta la Sardegna, i nuoresi ce l'hanno con gli oristanesi, gli oristanesi con i nuoresi e chi più ne ha più ne metta. Ma in questa occasione, ho visto un popolo che non ha visto paesi e province, ha visto solo sardi e conterranei che avevano bisogno d'aiuto e son corsi a dare una mano.
Ho visto persone con la melma fino alle ginocchia per cercare di liberare le strade.
Ho visto sardi aprire la porta a perfetti sconosciuti e farli entrare nelle loro case per dar loro un riparo sicuro.
Ho visto file nelle postazioni di recupero indumenti e beni di prima necessità.
Ho visto sardi stringersi nel dolore delle persone che hanno perso tutto quello che avevano, dalla casa alle persone care.
Non ho visto dei sardi. Ho visto un GRANDE popolo.
Probabilmente passeremo la notte nei nostri nuraghi al caldo delle nostre pecore infeltrite, mangiando formaggio e giocando a murra, ma saremo sempre e unicamente migliori di voi.
FIERA SEMPRE E COMUNQUE DI ESSERE SARDA.

 ~©Crix~

Pensieri e sensazioni represse...

Oggi son pensierosa. E anche un pò demoralizzata, diciamocelo pure. Sto scrivendo sto pezzo con un magone alla gola e credo che non se ne andrà per tutta la giornata, purtroppo. Come sempre, d'altronde, quando c'è qualche evento che mi turba o che mi fa pensare, quando penso alla mia vita lasciando da parte per un attimo tutto quello che mi rende felice (la mia famiglia, i miei nipoti, i pochi amici che ho). C'è stato un evento che mi ha spinto a pensare che ancora, a 28 anni, non è che abbia concluso molto nella mia vita. Ho visto ex compagne di scuola sposate, in attesa di un bimbo o che un bimbo ce l'hanno già, e che sembrano le più felici del mondo, che ti fanno sembrare tutto facile e perfetto... e io che fatico a tenermi un uomo, per i tanti fattori che si presentano nel corso dei giorni...eppure anche io ho voglia di avere una storia seria... ho voglia di avere un uomo che mi ami per quello che sono, che non si vergogni di me, o che non voglia subito provare il letto di casa, perchè io sono fermamente convinta che in un rapporto non ci sia solo ed esclusivamente sesso, ma anche dialogo, litigi, chiarimenti e amore, quello vero, non quello finto; ho voglia di avere un bimbo e di provare quella bellissima emozione che sto cominciando a credere non proverò mai.
E' vero, non sono una miss Italia, e forse (anzi, leviamo il forse) non lo sarò mai. Sono una bbw, a volte fermamente convinta di essere bella lo stesso, a volte fermamente convinta di fare schifo e di non piacere a nessuno, a volte vittima e a volte vittoriosa, e a volte fermamente convinta che se non fosse stato per questa maledetta disfunzione ormonale io sarei stata comunque bella come le mie sorelle. Puntare sulla simpatia non serve a molto... finora ho trovato solo uomini che quando conoscevo e iniziavo ad innamorarmene mi dicevano che ero un'amica perfetta. Un'amica perfetta... quante volte l'ho sentita questa frase... e quante lacrime versate per questa frase... possibile che nessuno riesca a perforare lo stadio di "amica perfetta" e veda che sotto quello stadio c'è altro?
Tutti gli amanti delle bbw che ho trovato in realtà non lo sono nemmeno davvero. Stanno con te per sperare di arrivare al sesso, e quando vedono che non ci riescono, tanti saluti, chi si è visto si è visto (e non parlo di mesi, ma parlo di appena qualche giorno di conoscenza). E poi, quelli che sembrano apprezzarti davvero, tutti lontani, o oltremare, o lontani chilometri e chilometri. L'ultimo, che abitava non molto lontano dalla mia città, dopo due settimane di parole dolci, baci, carezze e quant'altro, quando si è accorto che non sono persona che si cede subito, mi ha mollato con un SMS dicendomi che non era pronto per amare nessuna. E due giorni dopo su facebook la foto di lui con un altra. -.- Molto coerente con se stesso, il ragazzo, ma sopratutto, un'altra staffilata a quel mio cuore, che si è andata ad aggiungere a tutte le altre ricevute fino a quel momento.
E io li, a ricucire quel cuore malandato, e intanto sono un anno che lo ricucisco, e ancora niente... sempre alla ricerca di un qualcosa che sta cominciando a diventare un mito. 
Inoltre, il mio essere stata una bbw fin dall'età di 6 anni non mi ha aiutato, per il semplice fatto che mi ha reso molto insicura, paurosa, diffidente di chi non conosco. E forse è anche questo che rende la mia vita così difficile nella socializzazione con qualche persona che mi piace. E so che è sbagliato, perchè tendo a chiudermi, ad allontanarmi e allontanare la persona che in quel momento sta cercando di perforare la corazza.
Perchè non bisogna essere diretti con me. Bisogna entrare piano piano, farmi capire che non c'è fretta, che gli piaccio sul serio, e non per finta come per tutti gli altri...


Son stanca di questa situazione e sto cominciando seriamente a demoralizzarmi... e ho paura, perchè mi conosco e so che se mi demoralizzo cado in depressione e la forza di volontà per rialzarmi è diventata poca... veramente poca.

~©Crix~

Ma si può sapere perché dà tutto questo fastidio questa legge contro l'omofobia?

Omofobia deriva dal greco homos (stesso, medesimo) e fobos (paura). Letteralmente significa "paura dello stesso", tuttavia il termine "omo" è qui usato in riferimento ad omosessuale. Intesa nel senso di "paura fobica e irrazionale", l'omofobia non è inserita in alcun manuale di diagnostica psicologica come patologia, è quindi errato pensare che sia medicalmente una fobia, come invece il nome potrebbe portare a credere. L'omofobia non è legata a una credenza politica o a un livello culturale, ma piuttosto al livello di equilibrio del singolo individuo. È stato infatti riscontrato da decenni il fatto che tendono all'omofobia le "personalità autoritarie", rigide, insicure, che si sentono minacciate dal "diverso da sé" (ovviamente non solo omosessuale). Alti livelli di omofobia sono stati riscontrati anche in persone in lotta con una forte omosessualità latente o repressa.
Nelle case, nelle strade, in tv, in Parlamento offendere, picchiare, discriminare un gay, una lesbica, un trans è possibile e legittimato. Una vergogna per un paese che si definisce civile, quando è solo pochi passi avanti rispetto ad un'Uganda che vuole la pena di morte per chi è "diverso". Se in Africa il movimento internazionale è riuscito a sospendere una legge tanto crudele, c'è da augurarsi che in Italia si possa arrivare ad un cambiamento reale, concreto ed effettivo che parta dal basso, per arrivare nelle aule di Montecitorio e metterci al pari delle direttive della UE.

~©Crix~